Caratteristiche e allavamento della daphnia

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Daphnia è un genere di piccoli crostacei cladoceri planctonici Sono noti comunemente col nome di pulci d'acqua, a causa del loro stile di nuoto. Sono lunghi da 0,2 a 5 mm e vivono all'interno di laghi, stagni, ruscelli e di fiumi.

 

MORFOLOGIA

La divisione del corpo in segmenti, tipica dei crostacei, in questo genere è praticamente invisibile. Il capo è fuso e ricurvo sul corpo, da cui è separato da un incavo ben visibile. Nella maggior parte delle specie il resto del corpo è ricoperto da un carapace con un'apertura ventrale da cui si dipartono 5 o 6 paia di zampe. Gli occhi composti, il secondo paio di antenne e una coppia di setae addominali costituiscono le parti più prominenti del corpo. In molte specie il carapace è traslucido o quasi, rendendo questi animali perfetti per l'osservazione al microscopio, per mezzo del quale è possibile vedere il battito del cuore.

Anche a bassi ingrandimenti è possibile osservare il meccanismo di nutrimento, il movimento dei giovani immaturi all'interno del corpo della madre, gli occhi mossi dai muscolo ciliare ed i corpuscoli del sangue pompati nel sistema circolatorio dal cuore. Questo si trova all'apice del dorso, subito dietro il capo e la frequenza cardiaca è di circa 180 bpm in condizioni normali.

 

ALIMENTAZIONE

Poche daphnie si cibano di piccoli crostacei e rotiferi, ma la maggior parte sono filtratrici e si cibano di di alghe unicellulari, protozoi e batteri. Si nutrono anche di lievito ma ciò avviene soprattutto in laboratorio o in ambienti controllati. Il battito delle zampe produce una corrente costante attraverso il carapace che porta il cibo nel tratto digestivo. Le particelle di cibo intrappolate si trasformano in un bolo alimentare che si muove lungo l'apparato digestivo fino all'ano, situato sulla superficie ventrale dell'appendice terminale. Il primo ed il secondo paio di zampe aiutano l'animale nell'intrappolare le particelle di cibo, le altre zampe creano la corrente d'acqua, mentre il nuoto è assicurato dal secondo paio di antenne, di solito più lunghe del primo paio.

 

RIPRODUZIONE

Si riproducono per partenogenesi, di solito in primavera e fino alla fine dell'estate. Uno o più giovani animali vengono portati all'interno del corpo della madre. Le daphnie neonate devono effettuare diverse mute prima di diventare adulti maturi, e tutto ciò avviene di solito in circa 2 settimane. I giovani sono piccole copie degli adulti, non esistono quindi stadi ninfali o larvali. Le femmine mature sono capaci di riprodursi ogni 10 giorni in condizioni ideali. Il processo riproduttivo continua fino a quando le condizioni ambientali sono favorevoli. Con l'avvicinarsi dell'inverno o se le condizioni cambiano, la produzione di femmine partenogenetiche cessa e vengono generati dei maschi. Ad ogni modo anche in condizioni ambientali avverse i maschi sono solo la metà della popolazione totale e in alcune specie essi sono del tutto assenti. I maschi sono molto più piccoli delle femmine e presentano un'appendice addominale specializzata usata durante l'accoppiamento per attaccarsi alla femmina, aprire il suo carapace ed inserire una spermateca e dunque fertilizzare le uova. Queste sono chiamate uova invernali e presentano un guscio chiamato ephippium, che le preserva e le protegge fino alla primavera, quando il ciclo riproduttivo ricomincia.

 

DURATA DELLA VITA

Le daphnie non vivono per più di un anno e la durata della vita è ampiamente dipendente dalla temperatura. Per esempio, alcuni organismi possono vivere fino a 108 giorni a 3°C mentre altri vivono solo 29 giorni a 28°C. Una chiara eccezione a questa regola si ha in inverno, quando le condizioni avverse limitano la popolazione e sono state osservate femmine vivere per più di sei mesi. Questi individui crescono ad un ritmo più lento ma raggiungono dimensioni maggiori di quelli che crescono in condizioni normali.

Le Daphnia hanno la caratteristica di vivere sia fasi sessuali che asessuali. In condizioni ottimali una femmina può produrre circa 100 individui completamente formati ogni 3 giorni e può avere al massimo 25 covate nella sua vita, ma la media è solo di 6. In condizioni avverse vengono prodotti dei maschi, e le daphnia si riproducono sessualmente, depositando uova più o meno come le artemie. Le condizioni che possono portare a questo sono la mancanza di cibo o di ossigeno, un’altà densità della popolazione o temperature troppo basse.

Il contenuto nutrizionale delle Daphnia dipende dalla loro età e da ciò che mangiano. Il contenuto di proteine è circa il 50% del loro peso secco. Al contrario delle artemie gli adulti hanno un contenuto di grassi superiore ai giovani, circa il 20-27% per gli adulti contro il 4-6% dei giovani. Le Daphnia vive sono così composte: 95% acqua, 4% proteine, 0,67% carboidrati e il resto suddiviso tra grassi e ceneri.

 

ALLEVAMENTO

Per allevare le Daphnia è richiesta acqua dolce (senza sale) senza particolari caratteristiche. Le Daphnia sopravvivono infatti anche in acque di pessima qualità, con ossigeno disciolto che può variare da quasi 0 alla saturazione. Come per le artemie, la capacità di sopravvivere in condizioni di poco ossigeno, dipende dalla loro abilità a produrre emoglobina, inoltre anch’esse non tollerano un’areazione effettuata tramite una pietra porosa molto fine, poiché le piccole bolle d’aria che così si formano le ucciderebbero. È quindi consigliabile un’areazione molto debole, anche se per esempio io ne faccio a meno. Un pH tra 6,5 e 9,5 è accettabile, mentre un alto contenuto di derivati ammoniacali riduce drasticamente la riproduzione, anche se non costituisce un fattore critico per la sopravvivenza della colonia.

Le Daphnia sono molto sensibili ai sali disciolti nell’acqua, come sodio, potassio, magnesio e calcio ed a eventuali prodotti chimici quali pesticidi e detergenti. Come sempre è consigliabile declorare l’acqua del rubinetto, o con prodotti specifici o tramite areazione e invecchiamento. L’acqua migliore per il loro allevamento è acqua filtrata di un laghetto o di un fiumiciattolo pulito, altrimenti è possibile usare, magari mischiata ad acqua nuova, l’acqua di un cambio parziale di un nostro acquario, che è già arricchita di sostanze organiche di cui le Daphnia possono nutrirsi.

In ogni caso non usare mai unicamente acqua distillata o a osmosi, poiché questa non contiene i sali minerali indispensabili per la loro crescita.

Le Daphnia hanno un’alta tolleranza in fatto di temperature. La temperatura ottimale per la Daphnia nostrana è di 18-22°C, mentre la Daphnia giapponese può resistere a temperature giornaliere da 5 a 31°C, con un ottimo intorno ai 24-31°C. È per queste sue caratteristiche di resistenza che in Italia è preferibile allevare questo tipo di Daphnia.

La coltura può essere avviata in una normale bottiglia di plastica da 2 litri, in una vaschetta di plastica di pochi litri o in un vecchio acquario dismesso, in ordine crescente di efficacia. Maggiore la quantità d’acqua, maggiore sarà la popolazione di Daphnia che riusciremo ad allevare. Se tenuta all'interno, la coltura andrebbe leggermente illuminata ed aerata. Le Daphnia vivono bene in simbiosi con delle lumachine che, aiutano a mantenere pulito il fondo e mangiano le macro alghe, lasciando le micro alghe a loro disposizione.

Come le artemie si cibano di batteri, microalghe e detriti, ma le alghe rappresentano una fonte di cibo vitale per la sopravvivenza delle Daphnia.

Durante i mesi estivi le allevo in delle vasche esterne, al sole, in modo da garantire la formazione di alghe, nei mesi invernali invece, le tengo in piccoli contenitori di vetro 1-2 lt vicino agli acquari, in modo da illuminarle durante il periodo di accensione delle lampade delle vasche.


Per un buon sviluppo della coltura è necessario raccogliere le Daphnia periodicamente, e ciò può essere fatto con un semplice retino o un sifone; io nei miei piccoli barattoli uso una siringa con un tubicino di plastica rigida, in modo da raggiungerle una per una e aspirarle. Successivamente le "sputo" nella vasca dove saranno mangiate. È altresì importante fare dei piccoli cambi parziali d’acqua di tanto in tanto, quando la riproduzione diminuisce o quando il fondo della nostra vaschetta di coltura risulta troppo sporco. Lo si puo' notare osservando attentamente, è possibile anche sifonarlo.

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